Comunicato stampa: “Convegno sulla tassazione dei redditi dei lavoratori frontalieri in mobilità tra Italia e Croazia. Necessario che i Governi tornino a sedersi intorno a un tavolo per rinegoziare l’Accordo contro le doppie imposizioni” – 07/06/2025

COMUNICATO STAMPA

Convegno del C.S.IR. Alto Adriatico sulla tassazione dei lavoratori frontalieri in mobilità tra Italia e Croazia,
alla presenza dell’Assessore Rosolen
Martedì 10 giugno 2025 a Trieste (9.30-13.30)
Sala Auditorium della Regione Friuli Venezia Giulia di Corso Cavour, 1

Doppie imposizioni sul proprio reddito da lavoro dipendente, in particolar modo per la parte prodotta dalla propria abitazione nel paese di residenza, nel caso del telelavoro transfrontaliero. Disparità di trattamento e discriminazioni, rispetto ad altri residenti nelle medesime condizioni. Oneri economici aggiuntivi da sostenere di tasca propria e requisiti amministrativi impossibili da soddisfare, in occasione della propria dichiarazione dei redditi. Sono alcuni dei problemi in ambito fiscale che si originano a causa dell’insoddisfacente struttura dell’Accordo per evitare le doppie imposizioni sul reddito in vigore tra i due paesi e che risale al 1999 e che affliggono i lavoratori frontalieri in mobilità tra Italia e Croazia.

Di questi aspetti si dibatterà nell’ambito del Convegno “La tassazione dei redditi dei lavoratori frontalieri in mobilità tra Italia e Croazia: una struttura diversa è possibile?”, organizzato dal C.S.IR. – Consiglio Sindacale Interregionale Italo-Croato Alto Adriatico CGIL, CISL, UIL, SSSH (https://upperadriatic.irtuc.org/ l’associazione con sede a Trieste, costituita nel 1995 fra le organizzazioni sindacali delle regioni italiane Friuli Venezia Giulia e Veneto e delle contee croate Istriana e Litoraneo-Montana, preposta alle attività e iniziative connesse alla cooperazione transfrontaliera e alla tutela dei lavoratori e delle lavoratrici frontalieri/e), che si svolgerà martedì 10 giugno 2025, alla presenza dell’Assessore regionale al Lavoro, Alessia Rosolen, e di studiosi accademici, amministratori, professionisti e sindacalisti dei due paesi.

Secondo le stime più prudenti, sono circa 10.000 le persone (considerando anche quelle residenti in Slovenia), che si muovono ogni giorno verso il mercato del lavoro del Friuli Venezia Giulia partendo dalle contee croate a ridosso del confine sloveno, verso cui rientrano a fine giornata. Questi lavoratori sono penalizzati da vari ostacoli, anche in ambito fiscale, che ne condizionano il lavoro e che rendono difficile la loro emersione dal mercato del sommerso.

“Tutto ciò – commenta Michele Berti, Presidente del C.S.IR. che proprio in questo periodo festeggia i propri 30 anni di vita – è particolarmente stridente, soprattutto se confrontato con altri contesti confinari d’Europa (alcuni che riguardano anche l’Italia), in cui il trattamento fiscale dei lavoratori frontalieri è stato invece da decenni opportunamente disciplinato dai governi interessati nelle omologhe Convenzioni per evitare le doppie imposizioni. È stato così dato un riconoscimento sul piano politico a questa categoria di persone ed è stata introdotta una regola adeguata sull’imposizione dei loro redditi”. Ma tra Italia e Croazia si è voluto ignorare l’esistenza di queste persone (spesso donne impiegate nelle case delle famiglie del Friuli Venezia Giulia in funzioni essenziali che riguardano l’assistenza). Il tutto in un quadro di lavoro sommerso, che continua a penalizzare questi lavoratori, a creare concorrenza sleale tra le imprese e a non consentire di incamerare quote di fiscalità e contributi nelle casse pubbliche. E senza dimenticare gli amministratori locali dei comuni croati, in cui la parte minoritaria regolarmente impiegata di questi lavoratori frontalieri vivono, che sono costretti a organizzare servizi per loro e per le loro famiglie, senza poter contare sulle risorse derivante dai loro redditi, di fatto tassati solo in Italia.

“È necessario – conclude Berti – che i Governi italiano e croato ritornino a sedersi intorno a un tavolo, per rinegoziare l’Accordo esistente e dare il giusto riconoscimento all’esistenza di questi lavoratori. È proprio infatti nella negoziazione reciprocamente soddisfacente sulla spartizione del gettito fiscale tra i due paesi, che sta il bandolo della matassa da cui partire per regolamentare ogni fenomeno di frontalierato. Nell’ambito del Convegno, verranno fatte specifiche proposte in questa direzione”.

Trieste, 7 giugno 2025

Per Il C.S.IR.
Il Presidente
Michele Berti