Comunicato stampa: “Dal confronto tra le legislazioni di Italia e Croazia sull’ingresso per lavoro dei cittadini di paesi terzi possibili buone prassi da adottare per il sistema italiano delle quote, che non ha mai funzionato” – 03/12/2024

COMUNICATO STAMPA

C.S.IR. Italo-Croato Alto Adriatico: il rigido sistema delle quote d’ingresso non ha mai funzionato
Strumentalizzazione politica del tema dell’immigrazione ed eccesso di burocrazia penalizzano le esigenze dei datori di lavoro e favoriscono il lavoro irregolare

L’evoluzione normativa sul lavoro straniero in Italia è pesantemente inficiata da una tendenza pluridecennale a strumentalizzare politicamente il tema dell’immigrazione extracomunitaria, connotata da molte ombre derivanti dal rigido sistema delle quote d’ingresso, che sostanzialmente non ha mai funzionato. Tra chiamata nominativa del cittadino di paese terzo che dovrebbe trovarsi nel suo paese di origine, sistematica sottostima dei fabbisogni occupazionali dei datori di lavoro, eccesso di burocrazia ed esternalizzazione dei servizi consolari che generano spesso abusi, tale sistema non è per nulla funzionale alle esigenze del mercato del lavoro, favorendo sistematicamente l’ingresso e la permanenza irregolari dei lavoratori provenienti da paesi terzi. 

Poche le luci, tra queste un inedito maggior controllo sui datori di lavoro che si candidano a reclutare, al fine di stanare quelli senza scrupoli che danno origine a fenomeni di vero e proprio caporalato, e la possibilità di organizzare progetti di formazione di tali persone nei paesi di origine, permettendo loro di entrare e lavorare in Italia al di fuori del meccanismo delle quote.

Sono solo alcune osservazioni emerse alla riunione del Consiglio Sindacale Interregionale Italo-Croato Alto Adriatico (CSIR), che riunisce CGIL, CISL, UIL, e il sindacato croato SSSH, che il 27 novembre a Trieste ha confrontato le normative italiana e croata in materia di lavoro di stranieri da paesi terzi.

Trieste, 3 dicembre 2024

Per l’Ufficio stampa
UIL Friuli Venezia Giulia
Milos Malinic

In allegato il documento conclusivo
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